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luglio 2017

I nostri spettacoli su FLICtimemachine!!!

By | News | No Comments

Passate l’estate con noi alla (ri)scoperta dei nostri spettacoli di fine anno!
L’appuntamento è sulla nostra pagina facebook, dove abbiamo creato un evento apposito

Non avete avuto la possibilità di venire a Torino per vedere i nostri spettacoli?
Nessun problema, perché da oggi e per tutta l’estate potete rivederli nella nostra rubrica #FLICtimemachine!!!
Ogni Lunedì e Mercoledì alle 20:00 pubblicheremo il video di uno spettacolo di fine anno prodotto negli ultimi anni… Preparate i popcorn!!

*****IL PROGRAMMA*****

24/07 Radici Quadrate, I anno 2015 – Regia di Piergiorgio Milano
26/07 Scintille del Balòn II anno 2015 – Regia di Escarlata Circus
31/07 H.24 (Soli) III anno 2015 – Regia di Francesco Sgrò
02/08 Ursula I anno 2016 – Regia di Riccardo Massidda
07/08 Fantasio II anno 2016 – Regia di Johnny Torres
09/08 Dia III anno 2016 – Regia di Roberto Magro
14/08 Cotillion MAN 2016 – Regia di Stevie Boyd e Francesco Sgrò
16/08 Passaggi I anno 2017 – Regia di Stevie Boyd
21/08 This is not Personal II anno 2017 – Regia di Francesco Sgrò
23/08 Life is a Kabarett III anno 2017 – Regia di Francesco Giorda
28/08 Life is a Kabarett III anno 2017 – Regia di Francesco Giorda
30/08 Miranda MAN 2017 – Regia di Riccardo Massidda

Siete tutti invitati a commentare e “recensire” i nostri spettacoli sulla bacheca dell’ evento, creando un fantastico “CIRCOFORUM” telematico… BUONA ESTATE E BUONA VISIONE A TUTTI!!!!!

PESADILLA di Carlos Barquero [ES]

By | Pesadilla, Un occhio sul circo | No Comments
Relazione di Carlos Barquero sullo spettacolo Pesadilla presentato il 4/10/16 all’interno di Torinodanza Festival

La historia inicia con un personaje que parece estar soñando, para pronto transportarnos a la pesadilla que realmente esta viviendo, atrapado entre 2 mundos intrínsecamente unidos, “su vida cotidiana y su pesadilla”, en un encuentro sin fin contra una criatura que se manifiesta en sus pesadillas, hasta adueñarse de él y concluir en un trágico y revelador final.
En lo que respecta a dramaturgia. El espectáculo presenta una atmósfera trágica y de conflicto para nuestro personaje, donde rara vez le podemos ver feliz o cómodo. El espacio siempre estaba en constante transformación, empezando con un vació en el espacio donde solo encontrábamos a nuestro personaje para terminar en un lugar lleno de diversos objetos dispersos por todo el espacio, desde palmeras, hasta un tiburón y un teléfono.
Por un momento parecía que la obra se sentó mucho sobre un mismo punto (la silla donde sucedían tantas  escenas, estuvo siempre en el mismo lugar del proscenio).
Presentaba un conflicto contra una especie de alter ego (panda), que parecía estarse adueñando de su cabeza poco a poco, nunca hubo un conflicto directo entre estos 2, ya que este alter ego trabajaba en las sombras, hasta que las frustraciones que se iban acumulando en nuestro personaje llegaron a un punto donde hicieron que el panda se hiciera presente y tratara de adueñarse del personaje, cuando este panda lo llega a convertir en su mascota, al llegar a este punto nos encontramos con un conflicto directo entre nuestros 2 personajes (el panda y su victima). Aunque no era el único conflicto que presenta la obra, también podíamos ver en las diferentes escenas conflictos indirectos que solo sentían nuestros personajes, como el conflicto hacia la rutina diaria de levantarme temprano, trabajo agotador, casa, duermo y pesadillas. Al final la conclusión en la que al lograrle disparar al panda en realidad resultó en un disparo a si mismo fue revelador en el hecho de ver que este personaje que quería asesinarlo era él mismo en realidad y aunque lucha para sobrevivir no funciona. Me gusto mucho el como utilizaron al panda como atrezzista pero a la vez como actor, me parece una característica a destacar en la dramaturgia.

Lenguaje artístico: Teatro, música, efectos sonoros con la voz, alto parlante, etc. Manipulación de objetos, danza, acrobática.

En mi opinión personal, me sorprendió no sentir el circo presente, fue algo que llamo mi atención, porque es cierto que la acrobática estaba presente pero no gozaba de esta aura circense, me gusto el hecho que un atrezzista pueda ser un personaje que cumple una función en la obra como personaje, también fue interesante como se manejo la introducción paulatina de objetos, se hacia poco a poco hasta cargar la escena de objetos, aun me cuestiono si tal vez fueron demasiados objetos escenográficos. Personalmente me gusto mucho la escena con el vidrio este que aparece en su cara y juega con el mientras un tiburón nada sobre él junto con el sonido de las profundidades del mar, y la luz azul océano del escenario, me trasporta a un viaje a las profundidades en un submarino. Su final me pareció un buen giro final a la historia.

Carlos Barquero, allievo biennio 2015-2017

PESADILLA di Carlo Cerato [IT]

By | Pesadilla, Un occhio sul circo | No Comments

Forse questo è poco, ma non mi sono perso in frasi lunghe e stupide che non vogliono dire nulla. ho cercato di essere chiaro e preciso, ma anche sincero. forse risulta un po’ schematico, ma è la schematizzazione di sensazioni e idee, per renderle comprensibili a qualcuno che non sono io.
Ho cercato di riferirmi al regista/creatore come pier, al personaggio come “il tormentato”

 

-Analisi dello spettacolo – linee guida.

Credo che tutto lo spettacolo giri su alcuni filoni, che sono più o meno visibili nei vari momenti dello spettacolo. i filoni, per me, sono i 4 seguenti, più l’inizio e la fine, che rappresentano una qualche sorta di eccezione dal resto della storia

  •   Rapporto con la SEDIA, portale tra mondo reale e sogno. quando la tocca si entra in uno e si esce dall’altro. o forse anche no. in ogni caso è l’unico vero elemento presente per tutto lo spettacolo, in tutte le scene, da quando si ha luce sul palco. ancora prima che entri il tormentato, spinto dentro da qualcosa (il panda? o forse era solo il modo più comodo per far si che una persona addormentata entrasse sul palco, senza che fosse già li, e senza troppe complicazioni o messaggi.) perchè una sedia e non un letto, per una storia che riguarda una persona e il suo rapporto con il sonno? bella domanda, ma credo sia semplicemente perchè la sedia era più comoda da avere e più bella e semplice da vedere sul palco. comunque, la sedia rimane uno dei focus più importanti di tutte le scene.
  • Rapporto col PANDA e ciò che il panda fa. il panda arriva da qualcosa di esterno, o di interno? un demone interiore o esteriore? per me il panda è una specie di visione, allucinazione, derivante dallo stato disturbato del tormentato, che ha effetto sulla sua  forse il panda rappresenta anche una sorta di desiderio interiore e profondo del tormentato, che vuole farsi del male, fino a uccidersi, pur di liberarsi di questa pena. le piante che porta il panda potrebbero essere un simbolo della sua sempre maggior influenza sullo spazio/mente del tormentato. anche magari senza che le due cose siano correlate, il panda guadagna sempre più libertà d’azione, con l’ingresso delle piante, fino a poter fare quello che vuole. e quando il tormentato si ribella, una delle prime cose che fa è scagliarsi contro le piante. le piante sono come il sintomo di una malattia che mette radici, spore, nell’ambiente che infesta. non sono sicuro della scena del cane, se abbia un vero messaggio dietro, o se sia stata creata partendo da un’immagine, e quindi senza molto di espressivo, ma più qualcosa di creativo.
  • Lo SQUALO. rappresenta forse la paura primordiale che ci capita spesso di provare, anche molto vividamente, negli incubi. un sogno ricorrente, un’immagine semplice, che disturba ma non troppo il sonno del tormentato. non si hanno mai veri contatti fra i due. il tormentato non sembra quasi accorgersene, in realtà.
  • Momenti di REALTA’ (o forse no?). la narrazione leggera dello spettacolo non fa capire bene dove ci troviamo, nè quando, ma esistono nello spettacolo chiarissimi momenti di richiamo alla realtà: la sveglia che suona, il momento dell’ufficio, la telefonata, e credo basta. non è chiaro se questi siano veri momenti di vità del tormentato, che vengono rovinati dalla sua insonnia, o momenti in cui lui sogna cose che gli succedono regolarmente o gli sono successe, come il momento in cui lavora: sta lavorando da stanco o sogna di lavorare? la mia sensazione è che sia tutto sognato, e credo anche che fosse intenzione di pier far solo arrivare una sensazione al pubblico, niente di certo.
  •  INIZIO E FINE: l’addormentarsi e il “perire al panda”. con tanto di finale alla fight club, in cui si spara il panda per far fuori Edward Norton. il momento iniziale e quello finale sono gli unici diversi dagli altri, ma è giusto che sia così per un inizio e una fine di spettacolo, immagino. mentre l’inizio è piuttosto chiaro, anche se possiamo comunque avere diverse idee al riguardo, il finale cerca proprio di confondere ancora di più le idee riguardo cosa stia succedendo: perchè se tutto sta avvenendo nella mente del tormentato, allora come può egli morire, essere sconfitto dal panda, in maniera così definitiva? e ancora di più, perchè è il panda a vincere, sparandosi, e non il tormentato a uccidere il panda, sparando alla proprio testa? vuole forse dire che in realtà era tutto un sogno del panda, e non del tormentato? non credo proprio sia così, ma proprio per questa certezza, rimane ancora più confusione al riguardo, come se no avesse senso e non sarebbe dovuto accadere. come fosse sbagliato, anche se nello spettacolo, questo finale, è giustissimo

 

-Analisi della drammaturgia

Lo spettacolo gira tutto attorno al rapporto del tormentato col sonno, o forse col sogno. non si capisce se il tutto si svolga in una notte, o sia la sua intera routine di vita, o niente di tutto questo, ma ciò non è importante per il godimento dello spettacolo. abbastanza chiaro, almeno per me, è che la scena iniziale rappresenta l’ingresso in questo mondo del sogno, che sia questo tramite l’addormentarsi ogni sera, o solo quella sera, o magari neanche è sera. fatto sta che il tormentato cerca di mettersi comodo come può, senza letto, sulla mani, sulla sedia, per terra, sulla ginocchia… e solo da li, a sorpresa, vediamo arrivare sul palco degli elementi surreali, come il panda, lo squalo gonfiabile, le piantine di plastica, a farci capire che qualcosa sicuramente è cambiato e sta cambiando, con una lenta transizione avvenuta anche grazie al cambio di scenografia operato lentamente dal panda.
La narrazione è confusionaria, non chiara, ma assolutamente adatta alla situazione. non avrei voluto affatto capire di più, perchè i sogni non sono chiari, e quindi avrebbe rovinato l’atmosfera e l’immedesimazione del pubblico.
C’è una leggera divisione in capitoli/scene, data un po’ dalle apparizioni di alberi sul palco, all’inizio uno, poi due, tre, poi troppi, poi dalle apparizioni e sparizioni del panda, e dalla musica, e dai vari cambi di atmosfera.
È uno spettacolo più creativo che espressivo, forse. come piace a me. partito da un’idea, o da qualche immagine, ha lavorato attorno a queste cose, arrivando a un risultato che trasmette molte più emozioni che messaggi veri e propri. molte scene avevano una fortissima atmosfera onirica (com’è giusto che sia per questo spettacolo), è tutto questo mondo surreale costituisce un ottimo pretesto al movimento, alla danza, e alle scene di relazione panda e tormentato.
Nonostante le preoccupazioni di pier, a me lo spettacolo ha fatto ridere sul serio. ero comico, in maniera giusta. ed era anche molto emozionante.
È presente un forte climax nello spettacolo, che culmina con lo sparo in testa del panda, e poi il tormentato che viene portato via morto, un po’ come è entrato.

-Linguaggi artistici utilizzati

danza, teatro fisico? , teatro

-Impressioni personali

“Quando soffri di insonnia non sei mai realmente addormentato e non sei mai realmente sveglio”. ho avuto una costante sensazione di essere nella notte, in quel momento tra sogno e realtà, in cui questi due mondi si incontrano e si fondono nella tua testa, confondendoti all’infinito, ma anche suggestionandoti tantissimo. questo vuol dire, che almeno per me, l’atmosfera è stata assolutamente riuscita. è stato senza dubbio uno spettacolo emozionante, perchè dava sensazioni forti. tutto era un sogno vivido, potevo provare le stesse sensazioni che ho ricordando le immagini dei miei sogni più surreali. una scena in particolare m’ha dato seriamente la sensazione di essere io in un sogno a vederla, ed è quella del cane. sfondo rosso, come un cielo apocalittico, casetta per cani dimensione uomo, maschera su un uomo vestito da donna, panda padrone, aveva tutto senso nella logica di un sogno, ed era vividissimo, e non so bene perchè, ma quella scena m’ha davvero colpito.
Ho comunque trovato lo spettacolo molto “elegante”, nel senso senza niente di fuori posto, bello, ben pensato e ben realizzato. per quanto casuale potesse essere, nulla era mai a caso del tutto, da farti chiedere in maniera negativa perchè stesse succedendo qualcosa, o qualcosa fosse arrivato. e questo l’ha reso molto godibile e scorrevole. e rimane elegante, anche se molto divertente, perchè non era una comicità troppo stupida, volgare o chiassosa. era una bella comicità, di quelle che ti fa ridere sul serio, e basta, senza sbavature in altre direzioni.
Personalmente, adoro nell’arte il surrealismo e il pop, e signori, questo spettacolo potrebbe diventare un icona di questa combinazione, fosse per me. squali gonfiabili volanti, mini skate, sogni, costumi da panda da parco divertimenti, maschere da cane in pelle, paintine di plastica e tutto il resto. splendido. e sempre, in quell’atmosfere in qualche modo elegante, in cui nulla è fuori posto, dato il contesto incredibile. quindi per me questo gusto estetico era ottimo, molto in linea coi miei gusti, per lo meno.

Carlo Cerato, allievo biennio 2015-2017

PESADILLA di Aurora Dini [IT]

By | Pesadilla, Un occhio sul circo | No Comments

Lo spettacolo Pesadilla mostra una struttura drammaturgica in crescendo, sia nel discorso narrativo che – seppur caotico nei contenuti – si sviluppa in maniera lineare fino ad un finale ‘shock’, sia in una progressione ritmica e di intensità dei movimenti che diventano sempre più isterici, ripetitivi, veloci e nevrotici.
La scenografia a sua volta evolve sul palco e in aria portando a una conseguente evoluzione del modo di utilizzare lo spazio da parte dell’artista che nella prima metà dello spettacolo torna spesso seduto su una sedia decentrata, per poi andarsi pian piano a relazionare con gli oggetti che vengono messi in scena dalle mosse di un panda pupazzo.
Il performer sembra vivere uno stato psico-fisico che lo mantiene intrappolato in una dimensione di realtà che sta a metà tra la veglia e il sonno, causato dalla monotonia, dalla ripetizione, dallo stress e dall’alienazione, sintomi della nostra quotidianità. Così il linguaggio del corpo trova origine nei movimenti incontrollati del sonno profondo e prende forma su dei ritmi flamenchi con gesti bruschi e schizzati, perfino violenti quando il protagonista si frusta con la sua cintura.
Questa qualità di movimento definisce anche parte del registro comico su cui questa piece si regge, il quale non mi sarei mai aspettata di trovare. Non mi sarei mai aspettata certi toni satirici, ne una persona travestita da panda, ne uno squalo palloncino, non mi aspettavo uno sviluppo narrativo così ben definito nella relazione tra i due personaggi. Mi aspettavo uno spettacolo se si vuole più virtuosistico, fatto di tecnicismi più danzati che teatrali, creato più per il piacere di vedere un corpo muoversi in scena.

Aurora Dini, allieva biennio 2015-2017

Ultime ore per poter partecipare alle audizioni FLIC!!!!

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Mancano pochissime ore per poter inviare i dossier di candidatura per le audizioni FLIC 2017 che si terranno il 10-11 e 12 luglio 2017.
Le audizioni si tengono per selezionare gli allievi per il 16° “Corso Biennale di Formazione per l’Artista di Circo Contemporaneo”, per il “Terzo anno di Ricerca Artistica Individuale” e per il corso “Mise à Niveau” . Un impegnativo provino di 3 giorni per provare ad accedere ad uno dei corsi di formazione più qualificati del settore e per coltivare un sogno che è diventato realtà per molti ex-allievi della FLIC.

Attualmente sono più di 85 i candidati che nei primi giorni della prossima settimana invaderanno la sede storica di via Magenta 11 nella speranza di diventare i nostri futuri allievi… IN BOCCA AL LUPO A TUTTI!!!

FLIC Scuola di Circo al Festival Mirabilia 2017

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Si è concluso domenica 2 luglio il Festival Mirabilia 2017 a Fossano.

Gli allievi del I anno hanno partecipato come tirocinanti e sono stati parte fondamentale per la realizzazione dell’evento. Ecco cosa si legge su un post pubblicato sulla pagina Facebook del Festival :

“Con ancora negli occhi lo stupore e sulle spalle la stanchezza di questo meraviglioso festival, dobbiamo fare un ringraziamento speciale a chi è stato il motore, il sorriso e l’entusiasmo instancabile di #Mirabilia17. Grazie ai volontari di FLIC Scuola di Circo, che, tra le altre cose, hanno montato e smontato palchi, luci e strutture in piena notte, lavorando spesso 18 ore al giorno e salvando l’edizione 2017 nei suoi momenti critici. Grazie ragazzi!”

Un Festival che ha visto tra i protagonisti i nostri allievi del II Anno che hanno presentato sabato 1 luglio (presso lo Chapiteau in Piazza Armando Diaz – Fossano) ” THIS IS NOT PERSONAL” – regia di Francesco Sgrò.

e da un post di Gintarė Masteikaitė (direttrice artistica di Arts Printing House) leggiamo:

Grazia Mille Fabrizio Gavosto and all the wonderful team of Mirabilia Festival Europeo for your energy and hospitality:) Hugs and kisses!!!! Special thanks to FLIC Scuola di Circo for their wonderful performance “This is not personal”. 22 incredibly creative and suncere young circus performers:) looking forward to see their future shows”